Lecce, all’Apollo il Manfred recitato da Bene

Lecce, all’Apollo il Manfred recitato da Bene
Robert Schumann, nato in Sassonia nel 1810 e morto nel 1856, ha lasciato in eredità delle straordinarie pagine di “poesia” musicale intrise di impeti, ripiegamenti e nostalgia di mondi lontani. Tra queste, nell’ultima parte della sua vita, rientra a pieno titolo il “Manfred”, che compose per il dramma omonimo di Lord Byron. E si deve a Carmelo Bene il merito di aver riportato in auge questo capolavoro. Il grande genio salentino realizzò infatti il suo “Manfred” nel 1978 alla Scala, per riprenderlo l’anno successivo con l’orchestra del Comunale di Bologna e riportandolo nuovamente nel tempio scaligero l’ottobre 1980. E per lui fu un altro straordinario successo, di cui peraltro rimane la splendida incisione audio.
E ora la sua voce registrata tornerà a riecheggiare grazie all’Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento Oles diretta da Daniele Belardinelli. Sarà un doppio appuntamento: questa sera alle 20.45 al Teatro Apollo di Lecce (biglietto 10 euro in prevendita al Castello Carlo V e stasera al botteghino del Teatro) e domani alle 21.30 nella Chiesa Madre di Campi Salentina in occasione dell’apertura dell’edizione 2017 della Città del Libro.
Sul palco, assieme all’orchestra, ci saranno Silvia Susan Rosato Franchini (soprano), Maria Scogna (mezzosoprano), Federico Buttazzo (tenore), Carlo Provenzano, Giorgio Schipa, Graziano De Pace e Aldo Orlando (bassi/baritoni), il Coro Opera in Puglia diretto da Emanuela Aymone e l’attrice Carla Guido.
A ottant’anni dalla nascita del genio salentino, “Manfred” è un progetto voluto dalla Regione Puglia: «Ascoltare Oles mettere in scena il Manfred di Byron con la voce di Bene sarà come tornare indietro nel tempo, a quel lontano 1978. Sarà come vederlo lì, sul palco, con quel suo solito fare schivo e maledetto ma di una maledizione che meraviglia, stupisce, incanta», dice Loredana Capone, assessore all’Industria culturale e turistica della Regione Puglia.
Sarà dunque un’occasione irripetibile per riascoltare uno dei più grandi e geniali artisti del dopoguerra che in questo lavoro è mattatore assoluto. Lord Byron scrisse “Manfred” nel 1817 non per essere rappresentato a teatro, ma questo aspetto non costituì un ostacolo per Schumann che compose quindici brani e una lunga ouverture destinata a diventare autonomamente celebre. La prima esecuzione, diretta da Franz Liszt, fu al teatro di Corte di Weimar il 13 giugno 1852.
I quindici numeri furono composti alternativamente per voci soliste, per coro, per sola orchestra o per orchestra e voce recitante. E la voce recitante di Carmelo Bene, che nell’occasione ridusse lui stesso il testo originario in italiano, ci rende appieno la solitudine del disperato “eroe”. «In Manfred le “voci” di Carmelo Bene – ricorda Gilles Deleuze – grazie all’utilizzo del playback si insinuano tra i cori cantati e la musica, e “cospirano” con essi, vi si aggiungono o se ne sottraggono. Tra il canto e la musica, Carmelo Bene inserisce il testo divenuto sonoro, e lo fa coesistere con essi, reagire su di essi, in modo tale da farci sentire l’insieme per la prima volta e da ottenere una profonda alleanza dell’elemento musicale e cantato con l’elemento vocale inventato e creato».
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Mercoledì 22 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:48