Associazioni contro il Grande Fratello: «Violenza e bullismo nella casa, chiudetelo»

Moige contro il Grande Fratello: «Violenza e bullismo nella casa, chiudetelo»
Esprime indignazione contro il Grande Fratello l'avvocato Carmen Posillipo, presidente dell'associazione «Sos Diritti» da sempre impegnata nella tutela delle donne e dei minori e legale di Rosaria Aprea, la miss di Macerata Campania (Caserta), picchiata dal suo ex compagno.

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«Violenza di genere bullismo e mobbing: quanto successo nella casa del Grande Fratello non solo non è tollerabile ma passibile di provvedimento con ripercussioni penali». Secondo Posillipo «la cosa più grave non è solo l'aggressione verbale e psicologica ai danni di una donna ma la cospirazione di massa che in questi giorni si è verificata nella Casa». «È necessario un intervento inequivocabile, - suggerisce l'avvocato Posillipo -. Barbara D'Urso, che tra l'altro ho trovato al mio fianco nella battaglia a difesa di una vittima di violenza, è paladina dell'informazione e non può e non deve essere tollerante». «Sono anni che manifestiamo contro la violenza, - aggiunge Posillipo - riconoscendolo come un male pernicioso e insidioso, un malessere che trova origine dall'educazione e dalla mentalità». «Quanto accaduto nel Grande Fratello - conclude l'avvocato - può avere ripercussioni ancora più gravi se si considera l'ampia diffusione di cui gode la trasmissione».

L'ira del Moige. «Il Grande Fratello continua a violare, palesemente e senza alcun ritegno, ogni elementare principio di decenza non più solo televisiva ma umana, scegliendo scientemente di creare situazione di scontro con personaggi discutibili che offendono non solo la dignità di tutti gli spettatori, ma anche la memoria delle numerose vittime di violenza e bullismo, dei loro genitori e familiari». A sostenerlo è il Moige, il Movimento genitori, che lancia un appello «per porre fine a questo tristissimo spettacolo». «Negli ultimi anni - afferma il Moige in una nota - ci siamo attivati, insieme a istituzioni, scuole, aziende per fronteggiare la piaga del bullismo, del cyberbullismo e della violenza, realizzando faticosi percorsi formativi per sensibilizzare i nostri figli al rispetto, all'educazione, al saper ascoltare gli altri. Per questo non possiamo accettare che un programma di tale squallore venga trasmesso in tv, veicolando esempi e modalità di comportamento diseducativi e violenti. È necessario attivare un fronte comune contro questa cattiva maestra televisione». Di qui l'appello «al senso di responsabilità di Agcom e del Comitato Media e Minori, appena insediatosi, e chiediamo di intervenire con forza per porre fine a questo tristissimo spettacolo. E rivolgiamo, inoltre, il nostro appello alla responsabilità a tutte le aziende per chiedere non solo il ritiro degli spot ma che scelgano di legare il loro nome a progetti di educazione contro il bullismo, piuttosto che a programmi televisivi che trasmettono violenza».
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Lunedì 30 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:49
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