Festa al ristorante per l'ampliamento Ma anche per preparare il nuovo business

Festa al ristorante per l'ampliamento Ma anche per preparare il nuovo business
Tutti a tavola per festeggiare il via libera all'ampliamento della discarica. Ma anche per pianificare il nuovo business, sempre legato a quel sito. È la sera del 5 aprile quando i protagonisti dell'affare di Torre Caprarica si riuniscono in un ristorante di Bari, a due passi dal Lungomare. Nella stessa mattinata la Provincia di Taranto ha rilasciato l'autorizzazione all'ampliamento della discarica in agro di Grottaglie. Per brindare al traguardo, a tavola con Martino Tamburrano prendono posto gli imprenditori Roberto Venuti e Pasquale Lonoce. I due per mesi, secondo gli inquirenti, avrebbero rincorso l'obiettivo esaudendo le richieste del presidente. Ma con loro c'è anche un quarto uomo. È Antonio Bucci, luogotenente dei carabinieri in servizio presso il reparto operativo del nucleo investigativo di Taranto. La sua presenza, come quella degli altri, è provata dalle immagini registrate dalle telecamere del locale e acquisite dalle Fiamme Gialle. Il militare è indagato. Il gip Gilli sulla sua posizione rileva che «è emerso che il predetto era stato messo a conoscenza delle attività illecite di Tamburrano, Natile, Venuti e Lonoce, ha svolto un ruolo di mediazione tra Tamburrano e Lonoce ed ha fornito notizie riservate al Tamburrano in merito ad una indagine penale nei confronti del coniuge». Fatto sta che quella sera a Bari ci si vede per fare festa, nonostante i tanti mal di pancia che hanno accompagnato i rapporti tra complici, puntualmente intercettati dagli inquirenti. A far salire la tensione le incomprensioni nei mesi in cui i due imprenditori sarebbero stati costretti a fare pressing su Tamburrano, anelando la firma sul via libera all'ampliamento della discarica. Una tensione che, poche ore prima dell'appuntamento conviviale in terra di Bari, è ben riassunto da una intercettazione in cui Venuti, dirigente della società Linea ambiente, proprietaria della discarica, parla con un conoscente.
«Oggi sarò contento e tutto - spiega al suo interlocutore - però gli faccio pesare il fatto che ho buttato via tre milioni di euro... e poi.. devono capire che non è che adesso ha recuperato tutto... ha fatto quello che avrebbe dovuto fare tre mesi fa». Frasi spia del malcontento dei referenti di Tamburrano che non di rado vengono pizzicati dalle cimici a lamentarsi di quella costosa amicizia. Alla cena, però, Tamburrano dà la sua versione dei ritardi nel redigere il provvedimento.
«...tieni conto - spiega a Venuti - che io ti ho detto tutta la verità come stava... voglio dire poi ho fatto anche una scelta di amicizia.... io oggi diciamo che ho affermato che la Provincia la comando io...». Poi il presidente, sempre con l'orecchio delle microspie spalancato, passa a parlare della complessità dell'operazione citando anche persone estranee all'inchiesta. Sino a giungere al confronto sui progetti per il futuro intorno alla discarica di Grottaglie. L'idea di Venuti è quella di acquisire una cava vicina alla discarica. Le sue perplessità, però, riguardano l'esistenza di un vincolo idrogeologico. A rassicurarlo, però, ci pensa sempre Tamburrano: «La compriamo» - dice, con il gip che evidenzia il plurale utilizzato da Tamburrano.
«Io - continua l'ex presidente nella conversazione intercettata - c'ho anche quello che può togliere il vincolo, fa la tecnica. Vedi che qua prenditi l'incarico ti do 20.000 euro toglimi il vincolo hai capì! Cioè io posso dirlo leva il vincolo. Allora quando noi siamo certi di questa cosa che si può fare lui può andare lì e dice a quello senti tanto ti devo dare punto e basta».
M.Dil.
 
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Venerdì 15 Marzo 2019 - Ultimo aggiornamento: 12:11