L’Asl ti allunga la vita: oltre 1.200 i centenari ma solo 200 ancora vivi

La Asl allunga la vita. Comuni e Istat contano circa 207 centenari viventi nel Salento, ma la Asl sprizza ottimismo, si fa per dire, e ne somma ben 1.220. La popolazione invecchia, fatto noto, ma qui si esagera vista la forbice tra l’anagrafe dei Comuni e quella degli assistibili (persone che possono essere affidate a un medico curante) della Asl di Lecce. Nonostante le tante piattaforme informatiche e la tanto proclamata informatizzazione della pubblica amministrazione, le banche dati continuano a non rappresentare perfettamente la realtà e così capita di ritrovarsi vecchietti arzilli, ma solo per la Asl.







E non basta. Perché se il nostro patrimonio genetico permetterebbe una lunga vita sino a raggiungere i 120 anni, a Cavallino – sempre per la Asl – ci sarebbe nonno Antonio che potrebbe essere inserito nella lista dei Matusalemme. È nato nel 1882, quindi avrebbe compiuto 133 anni (roba da Guinness). Ovviamente è già passato a miglior vita da tempo, ma per l’azienda sanitaria è tra coloro che potrebbero ancora richiedere assistenza. Ma la cosa più grave è che una parte di questi 1.220 super nonni è effettivamente in carico a un medico di famiglia, al quale l’azienda sanitaria paga il rimborso mensile (mediamente 4 euro al mese per paziente sino alla soglia di mille assistiti, dopo la quota si abbassa).



Emblematico, in questo panorama, il caso del capoluogo che conta 30 centenari viventi all’anagrafe comunale (22 donne e 8 uomini), mentre per la Asl sarebbero 370 (93 uomini e 277 donne) e 122 di loro (85 donne e 37 uomini) ancora tra gli assistiti di uno dei medici di famiglia. Al netto dei 30 viventi, quindi, la Asl paga indebitamente – solo per Lecce e considerando solo i centenari – l’assistenza per 63 donne e 29 uomini per i quali neanche il più bravo dei medici può più fare nulla.



Se lo scettro del più longevo tocca a nonno Antonio di Cavallino, la corona di regina delle nonne è, virtualmente, sulla testa di nonna Giuseppa che era nata a San Cesario nel 1887 e, secondo il sistema Edotto della Asl, avrebbe avuto quest’anno ancora il fiato sufficiente per soffiare su 128 candeline. Dietro di lei sono 56 i nati a fine ‘800 “virtualmente viventi”. Il maggior numero si concentrerebbe su Lecce: 5 uomini e 17 donne. Gli altri in 12 diversi comuni salentini.



Poi ci sono i centenari “puri”, quelli di “cifra tonda” nati nel 1915. Quasi un ex aequo con gli altri: se ne contano 59 e Lecce - sempre per i registri della Asl - batte tutti i paesi della provincia con i suoi 43 nonnetti arrivati di recente a quota 100 anni. L’assistenza da parte dei medici di famiglia è gestita dai distretti socio-sanitari e qui si apre la top ten dei super-centenari che per la Asl sono in vita. Number one il distretto di Lecce che comprende anche Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni, San Cesario, San Donato, San Pietro in Lama: i centenari sono complessivamente 458.



Abbastanza robusta la presenza dei “miracolati” anche nel distretto di Campi Salentina che abbraccia anche Carmiano, Guagnano, Novoli, Salice Salentino, Squinzano, Trepuzzi, Veglie: 265 centenari (78 a Squinzano) che sono presenti nell’anagrafe gestita dalla Asl con il sistema informatico Edotto. Segue il distretto di Gagliano Del Capo (oltre a Gagliano, Acquarica del Capo, Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce, Salve, Specchia, Tiggiano, Tricase, Ugento) con 257 centenari e la palma della longevità spetta lì a Tricase che ne ha in carico 60. Gli altri distretti viaggiano in una forbice tra i 40 e i 50 centenari, con il fanalino di coda del distretto di Poggiardo con solo 8 centenari. Tutto questo sempre per la Asl. I comuni del distretto sono tutti a “pari merito” con un centenario per ogni centro cittadino. Così è per Andrano, Botrugno, Diso, Minervino di Lecce, Ortelle, San Cassiano, Spongano, Uggiano La Chiesa.



Le curiosità? Nell’anagrafe della Asl ci sono nomi di nonne desueti come Eraclia, Realina, Esterina, Armelinda, Albina e tra gli uomini brilla Epedito. Poi c’è la stranezza di persone (poche) con lo stesso luogo e stessa data di nascita, stesso nome e cognome, ma solo una consonante a variare il cognome: Raho e Ramo. E poi i centenari e oltre nati a Capodanno, solo uno: Nonno Carmine, del 1908, e nella vigilia nonna Maria Celeste del 1907.
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Sabato 21 Novembre 2015 - Ultimo aggiornamento: 14-11-2015 15:18