Melucci: «Cito ama Taranto, per questo sono pronto a dialogare anche con lui»

Melucci: «Cito ama Taranto, per questo sono pronto a dialogare anche con lui»
Melucci e Baldassari allo scontro finale. In questa manciata di giorni che precedono il ritorno alle urne il clima è ancora più rovente di quello che ha caratterizzato il primo turno. Più ci si avvicina al voto e più sale la tensione, soprattutto in vista dei possibili apparentamenti per i quali sarebbero già in atto diverse “audizioni” con le forze politiche escluse dalla competizione. Ed è proprio su questo tema che si cominciano a delineare i primi accordi. 
Nel marasma di voci che si accavallano intono ai due candidati, sembra ancora ardimentoso avanzare ipotesi attendibili su possibili alleanze. A rigor di logica, ma anche su base etica e politica, Melucci potrebbe beneficiare del sostegno di quelle coalizioni che, seppur lontane dal suo Pd, hanno di fatto un’estrazione ed una storia di sinistra come quelle dell’ex procuratore Franco Sebastio, dell’allevatore Vincenzo Fornaro, ma soprattutto di quelle che fanno capo a Pietro Bitetti, colui che proprio dal Partito Democratico, in tempi recentissimi, ha preso le distanze presentandosi con un fronte roprio. In attesa quindi che si comprendano tutti gli orientamenti, il Pd però può già contare sull’apporto del gruppo che fa capo al consigliere regionale Gianni Liviano con la lista “Diamoci del Noi”, a sua volta espressione del Comitato “La Città che Vogliamo”. Ad annunciarlo è stato ieri mattina lo stesso Liviano nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato oltre a Giovanni Guarino, Rinaldo Melucci che intorno al progetto di un Pd che egli definisce nuovo, chiama a raccolta sia il mondo ambientalista che quello degli oppositori per eccellenza, finanche At6 e M5S. «Andiamo oltre – dice Melucci – alla paura che abbiamo del passato che costituisce solo un fardello. Siamo in un momento in cui le scelte assumono un peso importante perché potrebbero pesare sulla città su di noi e sui nostri figli per almeno vent’anni! Per questo – continua – è giunta l’ora di costruire insieme una comunità basata sulle diversità e sulle competenze in un’ottica inclusiva. Se non si capisce questo e si continuerà a fare dietrologia non andremo avanti e faremo il gioco di chi sta dall’altra parte».
 
Melucci mutua i concetti espressi da Liviano, quelli che attengono allo sforzo, già fatto dal consigliere regionale, ma risultato vano, di unificare le forze nuove della politica cittadina (Fornaro e Sebastio soprattutto) a convergere intorno ad un progetto comune che potesse esprimere forza propulsiva e innovativa. 
«Abbiamo provato – dice Liviano – già dallo scorso ottobre a mettere insieme tanti mondi per fare squadra ed orientarci insieme verso un percorso di cambiamento vero. Abbiamo recepito le istanze e compreso che per tutti campeggiava solo il forte desiderio di essere attori protagonisti». 
Ma ora si volta pagina e secondo Melucci non è più il tempo del giudizio ma di rintracciare un classe dirigente e politica che abbia capacità spendibili per il bene della comunità. «È il momento di capire – prosegue Melucci - che serve costruire uno spazio nuovo attraverso una rete di persone capaci e propositive». Per perseguire tale obiettivo dichiara di voler “creare ponti” che possano accorciare distanze che allo stato attuale appaiono abissali con quelle parti politiche che, secondo il candidato del Pd, a loro modo posso esprimere positività per il territorio: anche quelle “citiane”. «Noi vogliamo essere inclusivi con tutte le forze politiche della città – dichiara Melucci - ma comprendiamo che un apparentamento con At6 sarebbe difficile per chiunque. Tuttavia devo riconoscere che Giancarlo Cito è una persona che ha dimostrato di voler bene alla città. E con noi il dialogo è aperto a tutti coloro che credono nella crescita di Taranto, che vanno oltre le offese, la demagogia ed il livore».
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Sabato 17 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:49