Aggressione al Pronto soccorso: anziana in coma, preso l’autore

Aggressione al Pronto soccorso: anziana in coma, preso l’autore
È stata aggredita e colpita alla testa mentre era su un lettino nel pronto soccorso dell’ospedale “Santissima Annunziata”. Alle cinque del mattino, quando oramai tutto era pronto per rimandarla a casa. 
Ora è in condizioni disperate. Mentre la Squadra Mobile, al termine di una indagine lampo, ha fermato un uomo di 42 anni, con l’accusa di tentato omicidio. Contro di lui una serie di elementi che sembrano indicarlo come il responsabile della brutale aggressione. 
Le vite di Maria Domenica Dursi, 73enne, originaria della provincia di Cosenza, ma residente da sempre a Taranto, e di Giovanni Maggio, 42enne tarantino, si sono incrociate la scorsa notte tra le stanze di osservazione del pronto soccorso.
L’anziana era giunta in ospedale con il figlio e la badante. È stata sottoposta ad una serie di accertamenti, prima di essere ricoverata in una stanzetta del reparto. Lui, invece, è arrivato in piena notte, in un apparente stato di agitazione. Si è registrato al triage e si è seduto ad attendere il suo turno. In quelle ore qualcosa sembra essere scattato nella sua mente. 
Di certo la tragica notte del Santissima Annunziata si è sporcata di sangue all’alba. Quando il figlio della donna, che si era allontanato solo per pochi minuti, è tornato al capezzale della mamma. E si è accorto che perdeva sangue dalla testa. Ha lanciato subito l’allarme e la donna è stata soccorsa. 
Le sue condizioni sono apparse gravissime. Ma soprattutto si è compreso che era stata colpita con un corpo contundente alla testa. Un sospetto confermato dalla Tac che ha evidenziato una frattura al cranio e una vasta emorragia. 
Maria Domenica è precipitata in condizioni critiche da subito. Devastanti si sono rivelate le conseguenze di quel colpo sferrato con violenza inaudita. 
Nella mattinata di ieri si è affacciata la drammatica possibilità di dichiarare la morte cerebrale. Intorno alle 11, durante i test, l’anziana signora ha mostrato un segno di miglioramento. «Un riflesso» - spiegano dall’ospedale, che di fatto ha interrotto un crudele conteggio. Lo stesso che quasi certamente riprenderà questa mattina nel reparto di Rianimazione. Anche perché, purtroppo, dopo quella reazione del mattino, quasi un disperato tentativo della 73enne di aggrapparsi alla sua vita, per tutta la giornata gli indicatori vitali della sfortunata anziana sono rimasti immobili. 
 

Ben più rapido, invece, si è rivelato il cammino delle indagini, dirette dal pubblico ministero Maria Grazia Anastasia e dal capo della Mobile Carlo Pagano. 
I sospetti si sono concentrati proprio su quell’uomo, visto da diversi testimoni allontanarsi dall’ospedale della notte. In realtà Maggio si è avvicinato al banco del triage e ha rinunciato alla visita. 
«Sto meglio» ha sibilato agli operatori, siglando il cosiddetto «abbandono». Gli investigatori non hanno avuto alcuna difficoltà ad identificare dai registri quell’uomo dai capelli ricci, descritto da diversi testimoni. Gente che l’altra notte lo ha visto muoversi nel pronto soccorso, con il suo carico di agitazione. È stato intercettato nella tarda mattinata di ieri ed è stato condotto negli uffici della Questura, dopo alcuni momenti piuttosto concitati. 
Gli investigatori del dottor Pagano hanno rastrellato indizi ed elementi sul conto di quel 42enne, ripulendo la scena dell’aggressione da possibili piste alternative. Il cerchio si è gradualmente chiuso, nonostante il tarantino non abbia fatto ammissioni, non sia stata ritrovata l’arma del delitto e resti da comprendere cosa possa averlo spinto ad infierire sulla povera donna.
Nella tarda serata di ieri il pm Maria Grazia Anastasia ha firmato il provvedimento di fermo con la contestazione di tentato omicidio. Poco dopo, l’indagato è stato trasferito nel carcere di Largo Magli. 
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Giovedì 10 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:35