Dialisi vicino casa? No, a 40 chilometri

Dialisi vicino casa? No, a 40 chilometri
Abita a cinquecento metri da un centro dialisi privato di Taranto, ma per la burocrazia italiana, in questo caso quella dell’Azienda sanitaria locale, deve fare il trattamento a quaranta chilometri da casa, a Castellaneta. «Io non mi sposto da qui, voglio vedere chi si assumerà la responsabilità di quello che potrà accadere». Parte dalla città capoluogo la protesta di una malata che riguarda l’intera provincia. A sollevarla è una quarantatreenne tarantina affetta da una patologia autoimmune che le ha consumato i reni. Sino a qualche giorno fa il trattamento salvavita lo ha fatto all’ospedale Santissima Annunziata dove è rimasta ricoverata per quindici giorni. Alle dimissioni, poi, l’amara sorpresa: il posto libero più vicino a lei era quello dell’ospedale di Castellaneta. Da qui la decisione che può costarle la vita di firmare le dimissioni e rifiutare il trattamento. La signora che ha anche scritto una lettera al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha dovuto fare i conti con un cavillo deciso dalla direzione della Asl jonica che toglie al malato il diritto di scegliersi il luogo dove farsi curare. In sostanza, fa sapere la signora che da un momento all’altro potrebbe essere costretta ad un trattamento d’urgenza, la direzione Asl, evidentemente per non agevolare il privato, ha imposto ai responsabili delle dialisi pubbliche di rilasciare il nulla osta ai pazienti che chiedono di farsi seguire da uno dei centri dialisi convenzionati, solo quando non ci sono più posti disponibili negli ospedali, indipendentemente dal luogo della residenza del paziente e soprattutto dalle sue volontà. Tale vincolo è ben descritto in una delibera del 2015 che nessuno mai aveva contestato.
 
L’atto in questione dispone, infatti, che «nel caso in cui non è possibile effettuare il trattamento in loco, lo stesso responsabile del reparto contatta l’unità di dialisi aziendale più vicina alla residenza del malato; se non vi è disponibilità presso le strutture pubbliche - si legge ancora -, il medico contatta il centro privato più vicino». Per la protagonista di questa protesta, che lo ha scritto anche nella lettera pubblicata sul profilo Facebook di Emiliano, la logica di tale scelta è inesistente anche dal punto di vista dei costi visto che i pazienti poi devono essere accompagnati all’andata ed al ritorno da un servizio navetta a carico della Asl. «Non dimentichiamo inoltre – fa notare ancora la signora - che i trattamenti sono debilitanti e i malati devono sopportare dopo la dialisi lo stress di queste trasferte». I centri dialisi dei privati sono quattro in tutta la provincia: due a Taranto, poi a Torricella e a Grottaglie. I reparti ospedalieri si trovano invece a Manduria, Martina Franca, Castellaneta e Taranto. Può succedere quindi - e magari sarà capitato all’insaputa di tutti -, che un malato di reni di Castellaneta debba recarsi a Manduria, o viceversa, percorrendo 180 chilometri tre volte la settimana. «Spero che metterla a conoscenza di questa situazione inaccettabile possa servire a trovare una soluzione in tempi rapidi perchè non possiamo aspettare i tempi biblici della politica», conclude la signora.
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Domenica 16 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 17-04-2017 18:21