Taranto, in piazza contro i vaccini obbligatori

Taranto, in piazza contro i vaccini obbligatori
Anche a Taranto c’è chi dice no all’obbligatorietà dei vaccini. La misura, discussa animatamente ieri al Senato è ancora oggetto di divergenze, spaccature generatesi in maniera diffusa e che ha fatto insorgere finanche il mondo dell’istruzione delegato in un primo momento dal ministro Lorenzin ad assolvere incarichi aggiuntivi a quelli attinenti alle specifiche funzioni.
Accade così che dopo varie manifestazioni di piazza svoltesi in tutt’Italia in opposizione alle proposte ministeriali, anche in città ieri sera un nutrito gruppo di fervidi sostenitori del Freevax, circa 500, hanno voluto far sentire la propria voce.
Si è svolta così una fiaccolata che, partita dal piazzale antistante l’Arsenale Militare si è conclusa in piazza Archita. Luci di Libert-Tà è il nome scelto per una marcia che ha visto unirsi non solo i tarantini ma anche i diversi sostenitori del FreeVax di tutta l’Italia: una parte di quelli riunitisi il 9 luglio scorso al Parco Miralfiore di Pesaro che contò ben 40 mila presenze.
L’iniziativa ha preso corpo attraverso i social network, mezzo efficace per mettere in rapida comunicazione tutti i centri sorti per dire no a quella che i FreeVax definicono una “dittatura” con conseguente “annientamento della salute”.
 Scelta libera e consapevole dicono i manifestanti che dopo il raduno di Pesaro avrebbero finito per costituire, forse anche inconsapevolmente, un vero e proprio movimento.
«Non contrastiamo la vaccinazione - dice Mino Santoro, uno dei genitori presenti alla fiaccolata - come metodo di prevenzione, ma chiediamo una vaccinazione libera, sana, pulita, sicura e monitorata. Una vaccinazione che abbia come unico obiettivo comune la libertà dell’individuo e la salute dell’essere umano, non il profitto delle lobby farmaceutiche».
A sfilare in maglietta arancio, come quella indossata nel raduno marchigiano, sono stati prevalentemente genitori, liberi cittadini, rappresentanti di varie associazioni che hanno condiviso le motivazioni dell’evento. «Non c’è stato un vero e proprio coordinamento - dichiara Katia, una mamma che ha deciso di sfilare con la prole - ma ci siamo ritrovati su Facebook e da qui è partita l’onda che ci ha portati a Pesaro, ora a Taranto e che con ogni probabilità arriverà fino a Roma dove manifesteremo ancora con più forza per far valere i nostri diritti, anche quelli di poter esprimere un dubbio, lecito, in assenza di dati ufficiali. Vogliamo rivendicare - conclude - il diritto alla libertà di scelta. Non siamo contro i vaccini, ma contro la gestione del sistema da parte dei poteri forti».
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Giovedì 13 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:57