Guardie mediche accorpate e dottoresse mai sole: piano dopo le aggressioni

Guardie mediche accorpate e dottoresse mai sole: piano dopo le aggressioni
Accorpamento delle guardie mediche e maggiore sicurezza in tutte le sedi. La strada per l’accordo sembra spianata. Sono le due ipotesi di lavoro che oggi verranno messe sul tavolo al vertice tra il prefetto Claudio Palomba, il direttore generale Asl di Lecce Ottavio Narracci e il presidente dell’Ordine dei medici di Lecce, Donato De Giorgi. L’appuntamento è per le 15 ed è stato voluto dall’Asl e dall’Ordine dopo la tentata violenza sessuale (nel corso di una visita a domicilio) ai danni di una dottoressa in servizio alla guardia medica di Taviano. 
I fatti sono noti. Nel pomeriggio del 3 marzo scorso A.G.F., 43 anni di Racale, chiede una visita domiciliare alla guardia medica di Taviano, ma quando la dottoressa si presenta a casa sua dimostra altre intenzioni. «Nel corso della visita ha cominciato a mettermi le mani addosso – ha raccontato la vittima in un’intervista esclusiva rilasciata a Quotidiano – fino a quando non mi ha obbligata a subire un bacio per poi abbassarsi i pantaloni. A quel punto sono scappata. Fortunatamente la segnalazione del 118 che si trattava di un caso complicato mi aveva spinto a tenere vicine le mie cose».
È stato l’Ordine dei medici a divulgare la notizia dell’aggressione andando a visitare la sede della guardia medica di Taviano e decidendo di attivare un corso di difesa personale per le dottoresse. Ma oggi è il giorno del confronto istituzionale che dovrebbe portare a decidere quali azioni mettere in atto per frenare la deriva di violenza e stress a cui sono sottoposti i medici nelle guardie mediche. 
Il dg Narracci metterà sul tavolo l’innalzamento e la cosiddetta “omologazione” degli standard di sicurezza di tutte le sedi di guardia medica con l’attivazione di nuove telecammere; la disponibilità a valutare l’estensione dei servizi di vigilanza per l’accompagnamento dei medici nelle visite domiciliari già attivo nelle guardie mediche dei centri più popolosi a partire da Lecce; la formazione specifica dei medici di guardia medica affinché riconoscano le avvisaglie di aggressioni. 
D’altra parte, lo stesso Narracci, nella stessa giornata in cui l’Ordine dei medici rendeva nota l’aggressione subita dalla dottoressa, aveva telefonato a De Giorgi e al prefetto Palomba. «Di fronte a fatti così gravi le istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte. Ho ben presente la delicatezza del tema della sicurezza delle guardie mediche così come di tutte le strutture sanitarie – queste le parole di Narracci - per cui sono pronto a sedermi ai tavoli istituzionali per affrontare e risolvere queste criticità».
 
E oggi De Giorgi calerà il suo asso nella manica che potrebbe imprimere una svolta dal punto di vista organizzativo: l’accorpamento delle sedi di guardia medica, appunto. L’obiettivo è quello di chiudere le sedi che registrano scarsa attività - e spesso in centri piccoli - per impiegare quei medici nelle sedi che rimarrebbero aperte nei centri più popolosi. Un raddoppio della presenza di medici nelle sedi più grandi così destinate a diventare più sicure. De Giorgi farà capire che la doppia presenza garantirà maggiore sicurezza ai medici e al tempo stesso renderà più efficienti i servizi visto che al momento, nelle sedi con un solo medico in turno, durante le visite domiciliari il presidio chiude. La proposta di De Giorgi ottimizza le risorse, ma potrebbe essere non semplice da concretizzare perché ogni territorio vuol tenersi i servizi, anche se poco utilizzati. E dietro l’angolo non sono escluse levate di scudi. Una prima risposta arriverà dal tavolo in Prefettura.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lunedì 12 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 11:30