Palazzo Carafa: dipendenti in stato di agitazione. «No alla manovra di riequilibrio»

Palazzo Carafa
Dipendenti comunali in stato di agitazione. Lo ha deciso l'assemblea del lavoratori che si è tenuto il 28 novembre scorso alla luce dell'intendimento «da parte del sindaco Carlo Salvemini di confermare la volontà di portare in consiglio la delibera di pre-dissesto, con accesso la fondo di rotazione, portando a termine la procedura di riequilibrio pluriennale che verrà sottoposta all'approvazione dell'assie consiliare entro il 9 gennaio». Una manovra che, fanno sapere i rappresentanti sindacali dei dipendenti (Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fdl, Casa Ral e il presidente degli Rsu Gianfranco Mazzotta) comporterà l'aumento dei tributi alla cittadinazna, la diminuzione delle spese per investimento, il taglio dei servizi individuali alla perosna  eall'utenza (riscaldamento e apertura degli asili nido e scuole materne, trasporto pubblico, polizia locale, anagrafe e stato civile, sportelli e front office) oltre all'azzeramento della parte variabile del Fondo per il Trattamento Accessorio del personale dipendente.
«Si tenga conto - dicono i sindacati - non si sono mai sottratti a sacrifici chiesti nel tempo dall'amministrazione comunale e che hanno inciso ed incidono sempre al di sotto del massimo consentito per legge: infatti - aggiungono - la spesa del personale rispetto alle spese di parte corrente rappresenta già oggi meno del 21% della stessa. E non solo - concludono - l'amministrazione comunale nel biennio 2018-2019 avrà già accertato un rispermio corposo di un milione e 800mila euro derivante dalla riduzione della spesa del personale». 
Dunque lo stato di agitazione è in atto e i dipendenti chiedono la revola della delibera di pre-dissesto o almeno il non accesso al fondo di rotazione.  
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Martedì 4 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 13:11