Cambio di passo su xylella
Emiliano: non c’è alternativa
gli ulivi vanno abbattuti

Cambio di passo su xylella
Emiliano: non c’è alternativa
gli ulivi vanno abbattuti
«I tagli vanno fatti. Sono dolorosi, ma al momento non ci sono strategie diverse e in più dobbiamo rispettare la legge». Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenuto ieri mattina a Lecce presso il Centro Ecotekne al Convegno promosso e organizzato dalla Regione Puglia-Assessorato all’Agricoltura “Il ruolo della Regione Puglia nella Gestione di Xylella Fastidiosa: obiettivi, metodi e strategie”, alla quale hanno partecipato anche il prefetto di Lecce, Claudio Palomba e alcuni parlamentari. «Da quando la xylella è stata scoperta fino al marzo 2016, momento in cui la Regione Puglia ne ha preso la responsabilità, c’è stata una gestione del Governo nazionale che non è stata efficace, tant’è che si era fatto ricorso alla protezione civile - ha aggiunto il governatore -. Ma la lotta alla xylella non è un’emergenza da combattere con la gestione commissariale, perché la protezione civile non interviene in queste materie, purtroppo è accaduto e non ha funzionato».
Emiliano, nel ripercorrere le tappe di una vicenda che «colpisce alla radice l’identità di una regione» ha sottolineato che «come nella lotta alla mafia, per la quale si diceva che le persone se la inventavano, anche per la xylella è stato così. In regione c’erano anche otto consiglieri che negavano l’esistenza della batteriosi, ora si sono ravveduti. Questo per dire che i processi di riconoscimento sono lenti, e anche in questo caso c’è voluto del tempo. Noi - ha spiegato - ci siamo trovati dentro questa storia con una prima identificazione del 2013 rispetto alla quale è scattato un meccanismo di panico generale, al punto che con una forzatura giuridica non di poco è stata applicata la normativa sulla Protezione civile. Ripeto, una forzatura contro la quale ho protestato perché lo stato di emergenza dura poco e poi si trasforma in ordinarietà. Quando sono diventato presidente mi dissero che bisognava abbattere tutti gli ulivi infetti nella zona infetta, milioni di alberi, questo per dire che la confusione regnava sovrana. Poi arrivò la fatidica fase processuale, dove una mia frase “finalmente intervengono i magistrati così capiremo qualcosa in più” venne male interpretata come “meno male che i magistrati intervengono, così fermiamo chi dice che la xylella esiste contro quelli che affermano il contrario. Questa battaglia ha fortemente indebolito il nostro tessuto sociale, ha distrutto l’olivicoltura pugliese» ha evidenziato Emiliano, sentenziando: «Ma questa divisione oggi deve finire. Ripeto, il tavolo della costruzione della nuova strategia della lotta alla xylella non è un’emergenza, durerà decenni, non possiamo più ragionare furbescamente, finché sarò presidente di questa regione la xylella non sarà occasione per nessuno. Bisogna fare uno sforzo comune. In questa storia ci sono di mezzo il denaro, la politica, le carriere universitarie, gli interessi economici e anche un po’ di mafia - ha sottolineato ancora il presidente - perché sono ancora perseguitato da qualcuno che mi intima di non tagliare gli alberi. Che bisogna abbattere gli alberi non solo lo dice la legge - ha ribadito -, ma abbiamo la prova che laddove gli alberi sono stati tagliati la velocità di espansione della malattia è immensamente diminuita. Dove siamo stati bloccati dai ricorsi, come a Oria e Francavilla, dove ci sono 2.500 alberi infetti, è un disastro».
 
Il presidente si è poi soffermato sul monitoraggio. «Abbiamo dato vita al più imponente sistema di monitoraggio che sia mai stato realizzato in Europa e stiamo facendo tutto con mezzi, finanziamenti e personale regionale - ha sottolineato con orgoglio -. Grazie a questo monitoraggio oggi siamo in grado di fare abbattimenti precisi per rallentare la malattia. Ma purtroppo subiamo ancora delle normative ridicole: perché se facciamo un’ordinanza di abbattimento, il proprietario se non ne comprende l’importanza, può fare ricorso al tribunale amministrativo e bloccare tutto per anni». E a proposito della richiesta di un decreto urgente per sburocratizzare i tagli, il governatore ha insistito: «Adesso speriamo che il nuovo ministro dell’Agricoltura comprenda la necessità di fare un decreto che consenta, una volta individuata una pianta infetta di tagliarla immediatamente. Cercheremo di fare in modo che gli agricoltori danneggiati vengano risarciti, che chi ha progetti di rinnovamento possa esser sostenuto dalla Regione, dall’Europa e dall’Italia e, soprattutto, che non ci siano persone che speculino sia dal punto di vista scientifico che economico su questa tragedia. Abbiamo negoziato con le banche il posticipo dei mutui, per la prima volta una fitopatia è stata paragonata a una calamità naturale e questo attiva anche altre forme di supporto, insomma abbiamo agito in maniera innovativa e dobbiamo mettere al riparo queste azioni dalle speculazioni politiche».
E di risorse ha anche parlato l’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, che ha spiegato il valore della giornata di studio e approfondimenti vista anche come «un’occasione per ribadire le azioni e la strategia che la Regione Puglia sta attuando per contenere e scongiurare la diffusione di questa grave batteriosi. Dal 2016 - ha sottolineato l’assessore - le spese di gestione e prevenzione della batteriosi sono interamente a carico della Regione Puglia che ha già stanziato fino ad oggi circa 20 milioni di euro più altri 10 milioni circa fino al 2020. La Puglia ha agito nell’assoluta autonomia di fronte ad una problematica che, invece - ha concluso l’assessore -, deve essere considerata nazionale ed europeo e con sostegni, anche finanziari della stessa portata».<
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Giovedì 14 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 08:45