Circolare sui vaccini: tra sindaci e scuole aumentano i ribelli

Circolare sui vaccini: tra sindaci e scuole aumentano i ribelli
In Puglia si allarga il fronte del no alla proroga della presentazione di avvenuta vaccinazione dei bambini sino a 6 anni. La Regione, incalzata dai medici stessi, non prende posizione sulla circolare del ministro Giulia Grillo che ha spostato al 2019 la data per mettersi in regola, ma a farlo sono i sindaci. Dopo l'iniziativa di Alfredo Longo, primo cittadino di Maruggio, che ha firmato un'ordinanza che vieta l'accesso all'asilo nido e alla scuola dell'infanzia dei bambini sino a 6 anni non coperti da tutte le dodici vaccinazioni di base, altri suoi colleghi hanno deciso o stanno valutando di seguire la stessa strada.
A Lucera, nel Foggiano, il sindaco Antonio Tutolo ha trasmesso ai presidi delle scuole lo stesso messaggio: «In tema di vaccini, l'autocertificazione non sarà accettata né ritenuta valida in nessuna scuola di Lucera, sia pubblica che privata», ha tuonato. «Sono il primo responsabile della salute pubblica della comunità che rappresento e, finché la legge Lorenzin sarà vigente, non accetterò che venga aggirata in nessun modo, spiega. Longo e Tutolo non sono isolati nella loro posizione, nell'Anci Puglia si è discusso dell'argomento e quasi tutti sono convinti della bontà della legge Lorenzin.
Con i sindaci ci sono anche i medici pugliesi che, nei giorni scorsi, hanno incalzato la Regione: «I presidenti e i segretari della Società italiana di igiene e medicina preventiva (SitI), della Società italiana di pediatria (Sip), della Federazione italiana dei pediatri (Fimp) e della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), chiedono che la Regione Puglia si opponga alla proroga relativa agli adempimenti previsti dalla legge 119/2017 per l'iscrizione alla scuola materna e dell'infanzia per l'anno scolastico 2018/19. Questo provvedimento criticano - potrebbe vanificare tutto il lavoro svolto in questi mesi da parte di tutta la comunità scientifica e operativa della sanità pubblica che ha consentito il raggiungimento di coperture vaccinali finalmente in grado di proteggere i bambini e i ragazzi verso terribili malattie che, ancora adesso, portano a gravi conseguenze».
Per i medici «sarebbe assurdo e pericoloso qualsiasi passo indietro». In effetti, la Puglia dalla legge Lorenzin ha ottenuto indubbi vantaggi, lo dicono i numeri: circa il 95% dei bambini tra i 0 e i 6 anni si è sottoposto all'esavalente e il 93% ha eseguito la profilassi anti morbillo. Da diversi anni non si raggiungevano percentuali di copertura così elevate, nell'ultimo decennio la Puglia non era andata oltre l'85-90%. Dai dati emerge che l'obiettivo che il governo Gentiloni si era posto, cioè quello di riportare a livello di guardia la percentuale di copertura vaccinale, è stato raggiunto: mediamente, in Puglia è stato recuperato oltre il 5% dei bambini. Cosa significa? Si tratta di piccoli tra 2 e i 6 anni che sino a giugno del 2017 non erano stati vaccinati e che, dopo l'introduzione della legge, sono stati sottoposti alla profilassi.
Cosa succederà a settembre? Per ora regna il caos, non ci sono certezze, però i presidi hanno annunciato di voler far rispettare la legge Lorenzin.
«Con l'inizio del prossimo anno scolastico succederà che se qualcuno non avrà il certificato vaccinale, parlo per le famiglie dei bambini da zero e sei anni, non potrà entrare al nido o alla materna. I presidi sono tenuti a far rispettare la legge e ad oggi in vigore c'è il decreto Lorenzin», ha chiarito il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, intervistato da Repubblica. E con i presidi si schierano i sindacati, che alzano gli scudi e bollano come inaccettabile «la confusione e l'incertezza sui vaccini». «Si deve fare rapidamente chiarezza eliminando ogni dubbio interpretativo delle norme e degli indirizzi amministrativi», scrivono Cgil, Cisl e Uil Scuola in un comunicato unitario. Per questo motivo chiedono di esser convocati al più presto.
«La normativa vigente prevede l'obbligo vaccinale, è bene ricordarlo. E sul tema della salute, fa cassazione il parere dell'Istituto Superiore della Sanità, non quello dei tuttologi laureati all'università di Facebook o del Blog delle Stelle», commenta anche Francesca Viggiano, assessore all'ambiente, qualità della vita e legalità di Taranto.
V.Dam.
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Sabato 18 Agosto 2018 - Ultimo aggiornamento: 12:25