Rimborsi cinque stelle: Buccarella è nella black list. Lezzi ammette: «Un mio bonifico andato a vuoto»

Rimborsi cinque stelle: Buccarella è nella black list. Lezzi ammette: «Un mio bonifico andato a vuoto»
La posizione della senatrice Barbara Lezzi sarà valutata dai probiviri del Movimento cinque stelle, ma - con ogni probabilità - non ci saranno sanzioni nei suoi confronti perché “non c’è dolo” nella mancata restituzione di circa 3.500 euro. Più complicata la vicenda che riguarda l’altro parlamentare pugliese pentastellato, Maurizio Buccarella: il senatore salentino si è autosospeso lunedì ma potrebbe essere il suo partito a metterlo alla porta, come annunciato dal candidato premier Luigi Di Maio. Entrambi sono candidati alle politiche del 4 marzo: Lezzi all’uninominale senatoriale di Nardò-Casarano e come capolista al proporzionale, Buccarella è invece secondo sempre nello stesso listino. È pur vero, però, che se Buccarella dovesse essere rieletto dovrà poi essere il Senato a votare sulla sua eventuale “destituzione”.
Il “caos rimborsi” nel Movimento5Stelle, quindi, tocca la Puglia e, in particolare, il Salento. Gli autori dell’inchiesta de “Le Iene” - da cui è partito tutto - a fine giornata svelano nuovi nomi coinvolti nella vicenda: Silvia Benedetti, Massimiliano Bernini, Elisa Bulgarelli, Emanuele Cozzolino, Ivan Della Valle e Giulia Sarti. Con Andrea Cecconi, Carlo Martelli, Barbara Lezzi e Maurizio Buccarella, già noti, fanno in tutto 10 parlamentari che, affermano “Le Iene”, avrebbero «falsificato le restituzioni». E sarebbero solo «i primi nomi», avvertono gli autori dell’inchiesta. Per chi ha «tradito» Di Maio conferma il pugno duro: «saranno cacciati» ripete. «Stiamo procedendo con i controlli per mettere fuori dalla porta quelli che non hanno donato tutto quello che avrebbero dovuto. Ad ora sono emerse irregolarità da parte di queste persone: Andrea Cecconi, Carlo Martelli, Maurizio Buccarella, Ivan Della Valle, Emanuele Cozzolino. A ognuno di questi è stato chiesto di provvedere immediatamente a versare quanto dovuto. Domani pubblicheremo ulteriori dati»: è quanto si leggeva ieri in un post pubblicato dal Movimento 5 Stelle su Facebook. «Questa vicenda sarà un boomerang per tutti i partiti che ci stanno attaccando perché ora per i cittadini è chiaro che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro mentre gli altri si sono intascati fino all’ultimo centesimo. Il tempo di concludere le verifiche e per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento. Per noi le regole sono sacre e questa è una garanzia per gli italiani», ha annunciato Di Maio parlando al comitato elettorale.
Nella black list c’è Buccarella, il suo nome circolava da giorni ma ieri è stato ufficializzato dal partito. Il diretto interessato già lunedì si era autosospeso «per tutelare la mia serenità personale e familiare», ha precisato. La vicenda è quella emersa in seguito ad un’inchiesta de “Le Iene”, il programma di Italia1 che è andato a scavare nei versamenti volontari dei parlamentari grillini al Fondo per il microcredito alle imprese. È emerso che non tutti i parlamentari hanno restituito parte dei loro rimborsi come deciso dal movimento, spesso il bonifico veniva effettuato e poi cancellato entro 24 ore. «Ho inviato all’assistenza di Tirendiconto - scriveva Buccarella su Facebook prima di cancellare il proprio profilo sul social network - i bonifici degli ultimi tre mesi del 2017 (totale 12.292,75 euro), finora pubblicati sul sito in forma di mero ordine di disposizione. Relativamente agli ultimi due mesi di novembre e dicembre avevo fatto una leggerezza, però: avevo revocato i due bonifici lo stesso 31 gennaio 2018, perché credevo di poter chiudere quel conto corrente nei giorni immediatamente successivi (decisione che avevo preso da tempo per il costo eccessivo per commissioni applicate su tutte le operazioni da quella banca, ma non volevo “sgarrare” la scadenza del 31 gennaio per chiudere la rendicontazione). Cosa che invece non ho fatto (anche per essere stato tre giorni a Roma per i lavori della commissione) e di cui non mi sono premurato di avvertire l’assistenza di Tirendiconto o altri del Movimento. In data odierna (12 febbraio) quelle somme sono state accreditate sul Fondo, dopo bonifici disposti da altra banca».
Apparentemente più leggera la posizione dell’altra senatrice salentina, Lezzi: i probiviri valuteranno anche il suo caso, ma non dovrebbe esserci alcuna sanzione nei suoi confronti. Secondo quanto emerso dalle verifiche, nell’operato della senatrice “non c’è stato dolo”, ma solo un errore dovuto a negligenza. L’unico bonifico inevaso riguarderebbe una cifra pari a 3.500 euro. «Dalle verifiche che ho svolto in banca – spiega Lezzi - risulta un unico bonifico non andato a buon fine. In quei giorni del gennaio 2014 ho effettuato diversi versamenti di cui ho le ricevute, tutti allo sportello, (anche successivamente non sono stati mai eseguiti on line) e l’unica cosa che mi riconosco è la negligenza del non avere seguito l’esito delle operazioni. Esito che per un bonifico è negativo presumibilmente per carenza di fondi. In allegato posto ricevuta del bonifico che risulta rifiutato e la copia del versamento al fondo che ho provveduto ad eseguire questa mattina, appena venuta a conoscenza di questa discrepanza».
Dopo aver confrontato quanto dichiarato dal M5s e quanto effettivamente dichiarato dal ministero dello Sviluppo economico, manca ancora 1 milione e 400 mila euro all’appello
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Mercoledì 14 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:47