Lupiae al servizio della città, ma a condizioni differenti. Il sindaco scrive ai dipendenti della partecipata

Il sindaco Carlo Salvemini
«L’obiettivo è quello di continuare ad avere una Lupiae al servizio della città, ma a condizioni diverse dal passato in termini di tipologie contrattuali, servizi da garantire, corrispettivi da riconoscere. Per farlo dobbiamo dimostrare tutti fiducia reciproca, lealtà e consapevolezza del dato di realtà».
Il sindaco Carlo Salvemini ha inviato questa mattina una lettera ai sindacati affincheé venga letta all'assemblea dei dipendenti della Lupiae fissata per le 17 di oggi.
Una lunga lettera nella quale il primo cittadini ripercorre la situazione critica della società ricostruendo anche i doveri dell'ente - che non ha pendenze con la partecipata - e le necessità che l'azienda deve affrontare in questo periodo di crisi anche delle casse comunali il cui nuco è di 30 milioni di euro.

«Il Comune, nella sua veste di cliente unico della Lupiae, non ha alcun debito da onorare avendo sinora pagato tutte le prestazioni ed avendo anticipato addirittura il pagamento di alcune di esse fino al 31/12/2018: tutti gli impegni sono stati onorati e tutte le richieste avanzate dalla società per gestire la liquidità sono state accolte. Ultima in ordine di tempo quella del luglio 2018 con la quale - in ragione del previsto ritardo nel pagamento delle fatture da parte del ministero - veniva chiesta ed ottenuta dal comune un’anticipazione di circa 300.000 euro. la situazione odierna, quindi, non è legata a ritardi o inadempimenti del comune quale cliente - scrive il sindaco -  Il comune, nella sua veste di socio unico della Lupiae, ha deliberato lo stanziamento delle risorse necessarie (1.300.000 euro) per la copertura della perdita d’esercizio 2017 e la ricostituzione del capitale sociale della società, così da garantire la continuità aziendale come prescritto dal codice civile, richiesto dal consiglio di amministrazione, raccomandato dal collegio sindacale. La conferma di un impegno serio, concreto, tangibile per assicurare un futuro alla Lupiae che è stato possibile mantenere grazie anche alla disponibilità assessori consiglieri e dirigenti comunali, che hanno rinunciato in tutto o in parte chi alle proprie indennità chi al premio di risultato».Fin qui gli obblighi contrattuali e civisliti ai quali Palazzo Carafa ha adempiuto.
 
«Lo stato d’insolvenza che oggi mette a rischio il pagamento degli stipendi di settembre (e quello dei mesi successivi) è del tutto inatteso: mai in questi mesi - nelle riunioni avute con gli organi amministrativi, nella corrispondenza ufficiale, negli atti di bilancio - è stato richiamato il rischio di una crisi di liquidità nell’ultimo quadrimestre del 2018. Che dipende da ragioni strutturali che da anni affliggono la società: l’utilizzo della liquidità disponibile – ottenuta anche con il sistematico ricorso ad anticipo fatture - per il pagamento di debiti tributari e previdenziali presenti e passati che priva l’azienda di risorse adeguate al rispetto delle altre obbligazioni». Dunque non può essere addebbitato alla mancanza di rinnovo delle convenzioni da parte del socio unico la situazioni di crisi che in questo momento sta attanagliando nuovamente la società partecipata. 
«Il mancato rinnovo delle convenzioni non può quindi essere indicato come causa della situazione odierna che invece dipende esclusivamente dalla cronica difficoltà finanziaria della Lupiae in ragione dalla pesante esposizione debitoria. Sul punto è importante precisare che il Comune  - prosegue il sindaco Salvemini - è pronto a sottoscrivere da subito il rinnovo - per gli anni 2019 e 2020 - della convenzione relativa al servizio di pulizia degli immobili, per la quale è stato già rilasciato il parere di congruità economica da parte del dirigente: l’unica che prevede - al momento - l’applicazione del CCNL adeguato. Ciò per ribadire da una parte che il comune considera indispensabile affidare alla società in house la gestione di servizi necessari alla comunità, e che quindi non è in discussione la volontà di continuare ad avvalersi della Lupiae; dall’altra che non è eludibile il tema della trasformazione del contratto “commercio e terziario” in “multiservizi” pena la valutazione negativa di congruità economica della convenzione che - per obbligo di legge - ne impedisce il rinnovo.
Sul punto voglio essere chiaro con voi e ripetervi quanto già dettovi: non c’è possibilità alcuna che Lupiae possa continuare ad applicare ai propri dipendenti un contratto che non è adeguato alla tipologia dei servizi resi. Il giusto richiamo ai diritti acquisiti non può divenire la rivendicazione di diritti intangibili che mette a rischio i posti di lavoro».
 
Da questa sistuazione critica e complicata dunque si deve indivisuare una strada che garantisca un futuro alla Lupiae e ai suoi dipendenti. «Questo lo scenario complicato col quale insieme dobbiamo misurarci. E che prevede - oltre a tutto - anche l’approvazione in consiglio comunale entro l’anno di un nuovo piano di risanamento in assenza del quale ci è impedito di versare alla società le risorse già stanziate per la ricapitalizzazione.  Una corsa contro il tempo che stiamo correndo senza risparmio di energie. E senza spreco di denaro: non ha alcun fondamento la voce diffusa di un spesa di 100.000 euro per avvalersi del supporto del nuovo advisor per il quale è prevista un spesa al di sotto dei 40.000 euro. Noi ce la stiamo mettendo tutta con impegno, serietà, trasparenza. Come vi ho sempre detto in questi mesi non è la volontà politica a determinare questo stato di crisi ma il combinato disposto di più elementi:  la complicata gestione economico finanziaria patrimoniale della Lupiae a causa di un costo del personale che pesa per oltre il 90% del valore della produzione e di un indebitamento crescente; le difficoltà di bilancio del comune, costretto ad intraprendere una manovra di riequilibrio pluriennale con inevitabili conseguenze nel rapporto con la Lupiae: una rigorosa revisione della spesa prevista, con indicazione di precisi obiettivi di riduzione della stessa (art. 243bis comma 8 del TUEL); l’impossibilità di prevedere nei prossimi quindici anni stanziamenti specifici destinati a copertura di nuove eventuali perdite; il mutato quadro legislativo che introduce nuovi obblighi e responsabilità nella gestione delle società in house, trasformando scelte e valutazioni un tempo discrezionali in adempimenti perentori e inderogabili».
«Per affrontare tutto questo serve la capacità di immaginarsi in un tempo nuovo, che non potrà più essere l’identica ripetizione del passato». 
 
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Mercoledì 10 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 20:00