Sanremo, dopo Baglioni spunta la coppia Pausini-Cortellesi

Dopo Baglioni spunta la coppia Pausini-Cortellesi
«Non so», risponde Claudio Baglioni, anche se la sua faccia dice «mi piacerebbe». La risposta all'inevitabile domanda («chi ci sarà dopo di te?») è evasiva, nonostante la valanga di consensi caduta sul Festival. Fa parte del suo carattere (anche stavolta aveva detto tre volte no, prima di cedere), ma si scontra con un anno niente male, quanto ad impegni. Da tempo lavora a un nuovo album e lo aspetta un lungo tour, alimentato dal bagno popolar-nazionale festivaliero. La partenza è fissata per il 15 settembre all'Arena di Verona, poi passerà per Roma, Milano e le altre città, fino al 24 novembre. Come conciliare tutto ciò con il peso dell'organizzazione di un secondo megabaraccone sanremese?
 

L'ESPERIENZA
L'esperienza appena conclusa da una parte sarebbe un vantaggio, dall'altra il confronto coi numeri di questa edizione è sicuramente rischiosa e lo sarebbe per qualsiasi altro candidato: Conti o Fazio o Bonolis, se volessero ritornare. Il format Baglioni, però, ha aperto nuove prospettive, la gara dell'Ariston è diventata uno show della canzone che si svolge seguendo il filo solido dei successi di una star del pop nazionale. «Questa edizione apre nuove strade, ci libera dai vincoli per la ricerca del direttore artistico», ammette il vicedirettore di Rai 1 Claudio Fasulo.

LE IPOTESI
Un'ipotesi riguarda un duo già sperimentato: Laura Pausini e Paola Cortellesi. E un'altra candidata plausibile potrebbe essere Fiorella Mannoia (il suo show su Rai1 ha avuto grande successo e ha un repertorio formidabile da snocciolare). Claudio, però, non si è ancora tirato fuori. Ieri mattina il direttore di Rai 1 ha cominciato il corteggiamento con un mazzo di rose rosse. Baglioni, in doppio petto e maglione a collo alto, riceve i fiori e ammette che le seduzioni lo lusingano, poi comincia a ipotizzare: «Si può fare di meglio, sempre rimanendo sul fronte della qualità. E mi auguro che il mondo della musica creda un po' più a se stesso e che proponga delle cose al pubblico più che rincorrerlo». Parla di possibili migliorie (che riguardano, in particolare, l'ascolto in sala e la confusione organizzativa). Fa capire che il suo ruolo è stato indispensabile: «Sono stato io a dare a Ron la canzone di Lucio Dalla e sono stato sempre io a invitare per la serata dei duetti Alice. Ed è stata mia l'idea di far chiamare Ornella Vanoni per cantare il brano che era stato presentato da Bungaro». Insomma, il tira e molla è cominciato e minaccia di durare parecchio. «L'arrivo di Baglioni non era certo prevedibile la domenica dopo il festival 2017» mette le mani avanti il direttore di Rai 1 Teodoli. E Claudio mette sul tavolo la sua agenda: «Ora devo prendere le distanze. Fra tre o quattro giorni mi chiuderò nello studio di registrazione per riprendere un disco del quale non ricordo nulla, perché ho in testa tutte le canzoni di Sanremo. Sarà come ritrovare un amico perduto, poi verrà il resto».

I NUMERI
A dare tranquillità a tutti (la Rai, con il presidente Maggioni e il dg Orfeo, festeggia nei suoi comunicati) ci sono numeri davvero spaziali: quel 58,3 per cento e 12 milioni e 125 mila spettatori di sabato sera, un risultato in linea con quello, che sembrava irraggiungibile, ottenuto nel 2017 da Carlo Conti. A dare conforto, poi, ci sono le certezze di aver premiato con Ermal Meta e Fabrizio Moro una canzone robusta, al di là delle polemiche, di aver lanciato un gruppo come Lo Stato Sociale e di aver recuperato due personaggi come Ron e Ornella Vanoni (che nella girandola dei voti erano primo e seconda per la giuria degli esperti).
 
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Lunedì 12 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:04