Scandalo rimborsi M5S, Buccarella si autosospende: «Una leggerezza». Lezzi: a vuoto un solo bonifico, ecco le carte

Scandalo rimborsi M5S, Buccarella si autosospende: «Una leggerezza». Lezzi: a vuoto un solo bonifico, ecco le carte
Lo scandalo delle rendicontazioni sospette dei due (ex) big del M5S, ovvero l'ex capogruppo alla Camera Cecconi e Martelli, rischia di far crollare uno degli assunti di base del credo pentastellato certamente sta creando non pochi problemi al candidato premier Luigi Di Maio. La vicenda nei giorni scorsi ha toccato anche la Puglia e in particolare il Salento, perché per il servizio delle Iene non trasmesso in Tv per par condicio ma pubblicato comunque in rete, in cui una "gola profonda" ha rivelato il trucco facendo sapere che i casi da approfondire sarebbero dieci e non solo due.
Tra questi i senatori leccesi Barbara Lezzi e Maurizio Buccarella.

La vera bomba è il post di Maurizio Buccarella. Il senatore uscente che si è autosospeso ieri ha ammesso qualche "leggerezza" sulla gestione dei bonifici in un post che è rimasto alcune ore sulla sua pagina Fb pubblica, ora chiusa.
«Ho appena inviato all’assistenza di Tirendiconto i bonifici esitati degli ultimi tre mesi del 2017 (…) Relativamente agli ultimi due mesi di novembre e dicembre avevo fatto una leggerezza, però: avevo REVOCATO i due bonifici lo stesso 31 gennaio 2018 perché credevo di poter chiudere quel conto corrente nei giorni immediatamente successivi (…), cosa che invece non ho fatto (anche per essere stato tre giorni a Roma per i lavori della commissione) e di cui NON mi sono premurato di avvertire l’assistenza di Tirendiconto o altri del Movimento.
Non so come si stanno facendo i controlli ed è chiaro che l’operazione de “Le Iene” arriva ad orologeria a poche settimane dalle elezioni. Non ho alcuna intenzione di prestarmi al gioco al massacro.
Mi considero intanto AUTOSOSPESO dal Movimento per tutelare anche la mia serenità personale e familiare. Non me ne vogliano i colleghi, attivisti e candidati con i quali fino ad oggi mi sono impegnato nella campagna elettorale, continuo a sostenerli idealmente e cercherò di dare una mano comunque, finché mi sarà permesso».

Diversa la posizione di Barbara Lezzi, che invece - come annunciato - ha prodotto la sua documentazione bancaria e ne ha anticipato in queste ore i contenuti su Facebook:

«Dalle verifiche che ho svolto in banca, risulta un unico bonifico non andato a buon fine". Lo scrive su facebook Barbara Lezzi, senatrice M5s. "In quei giorni del gennaio 2014- spiega- ho effettuato diversi versamenti di cui ho le ricevute, tutti allo sportello,
(anche successivamente non sono stati mai eseguiti on line) e l'unica cosa che mi riconosco è la negligenza del non avere seguito l'esito delle operazioni. Esito che per solo un bonifico è negativo presumibilmente per carenza di fondi».
"In allegato posto ricevuta del bonifico che risulta rifiutato
e la copia del versamento al fondo che ho provveduto ad eseguire
questa mattina, appena venuta a conoscenza di questa discrepanza.
Ho restituito 132.741,20 euro, ho contribuito insieme ai miei
colleghi all'apertura di 7000 nuove imprese. Questo è un fatto
concreto che si evince dai controlli che ho effettuato. La mia
buonafede mi rende tranquilla», conclude.
 


Intanto sul web esplode la rabbia degli esclusi dalle parlamentarie. A Lecce, l'ex candidata alle regionale Caterina Vitiello, si sfoga con un post in cui si rammarica di aver prestato il volto per anni al movimento.
«Per anni abbiamo fatto delle restituzioni la bandiera della onestà della politica francescana a cinque stelle. Non solo ci ho creduto, ma ho garantito, con la mia faccia, su palchi e banchetti. Mai immaginando, neppure ora dopo le squallide parlamentarie, che la deriva partitica, verticistica e antidemocratica del M5S, potesse anche sfociare nella più immonda truffa verso il suo elettorato».

Ancora più nel particolare un altro escluso, Giovanni Manzo, tra i principali animatori del Meetup leccese che su Facebook chiede ai portavoce di pubblicare i loro conti e con un chiaro riferimento a una vicenda giudiziaria del tutto estranea al movimento ma che vede coinvolto proprio Buccarella, si chiede se il "filtro" adottato non valga solo in alcuni casi.

 
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Lunedì 12 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-02-2018 16:37