Corto Maltese ha 50 anni e Topolino gli fa il verso

“All’alba della Prima guerra mondiale, al largo delle acque melanesiane nel Pacifico del Sud, un catamarano salva dalle onde un uomo legato a una zattera. Il salvatore, incredibile a dirsi, è il pirata pazzo Rasputin; il naufrago, ridotto in questo stato dall’ammutinamento del proprio equipaggio, è Corto Maltese”.
Così, 50 anni fa, dalla splendida matita di Hugo Pratt, nasceva il marinaio destinato, a partire proprio da questa prima avventura intitolata “Una ballata del mare salato”, a occupare un posto di rilievo nell’olimpo dei fumetti.

Ma anche un’altra matita, 50 anni fa, iniziava un percorso altrettanto importante: era quella di Giorgio Cavazzano, un giovane disegnatore veneto che appena adolescente aveva mosso i primi passi come inchiostratore delle tavole di uno dei grandi maestri della produzione Disney italiana, Romano Scarpa, e che oggi, che festeggia il mezzo secolo di attività disneyana, è egli stesso uno dei migliori e più apprezzati disegnatori, dentro e fuori del mondo Disney, al di qua e al di là dei confini dell’Italia.
Quale migliore occasione, quindi, per celebrare l’uno e l’altro insieme? E quale migliore scelta dell’affidare la festa a un altro “mito” del fumetto come Topolino? Che mezzo secolo fa era già adulto e vaccinato, visto che di anni ne compirà 90 (splendidamente portati) nel 2018, ma che nei panni di Corto Maltese - anzi di “Topo Maltese” - sembra trovarsi perfettamente a suo agio.

A calarcelo, con la complicità dello sceneggiatore Bruno Enna, è stato proprio lo stesso Cavazzano, autore delle splendide tavole della storia/parodia “Topo Maltese, Una ballata del Topo Salato” la cui prima puntata apre il Topolino settimanale da ieri nelle edicole e presto, in versione variant per collezionisti, anche nelle fumetterie.

«È una storia che ha cinquant’anni ma non li dimostra affatto - spiega Cavazzano nella lunga intervista pubblicata sullo stesso settimanale, parlando della storia di Pratt - un capolavoro di linee e tratteggi che creano emozione, pennellate cariche di forza tali da risultare poetiche e incredibilmente vicine all’arte pittorica. Una poesia, quella creata da Hugo Pratt, che Bruno Enna è riuscito a tenere viva nella sceneggiatura della parodia».

E così ancora una volta il piccolo, grande Topolino - affiancato da tutta la banda che da sempre condivide le sue avventure - rende omaggio a un “collega”. Così come aveva fatto poco meno di un anno fa quando aveva vestito i panni del gallico Asterix (alias Topolinix) e l’anno prima ancora diventando protagonista dell’Alba dei Topi Invadenti con le vesti di Dylan Top, versione disneyana dell’investigatore “dell’incubo” Dylan Dog.
 
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mercoledì 1 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:41