Il museo di Berlino avrà il suono del Salento
È opera della musicista Ulrike Haage

Il museo di Berlino avrà il suono del Salento
È opera della musicista Ulrike Haage
Si chiamerà “Rete mirabile” e avrà il suono del tramestio notturno tra i rami della campagna salentina e quello del mare che solletica gli scogli. Ma anche di tante altre suggestioni che la compositrice Ulrike Haage ha coltivato e messo a dimora nel suo soggiorno in provincia di Lecce, durato alcuni mesi, in cui ha composto la colonna sonora che accompagnerà i visitatori del museo di storia naturale di Berlino.
Il lavoro è stato commissionato all’artista dall’ente, che aprirà i battenti a febbraio 2018.
L’ispirazione per questa sonorizzazione, a tutti gli effetti una microopera, arriva dunque dalla Puglia e dal Salento, e contiene in sé gli elementi della natura agreste della Grecìa salentina, cuore ellenofono della provincia, lambito ma non invaso dal turismo, che la musicista ha potuto vivere nel suo soggiorno in un agriturismo di Martano, Villa Coluccia. È qui che Ulrike ha incontrato la poiana “Caterina” e osservato la grazia dello “snake” senza mai chiudere la porta del suo appartamento.
 
«Il Salento? Bellissimo tranne in piena estate quando c’è troppa confusione», ha raccontato al termine della sua esperienza, che l’ha vista girovagare tra stradine e muretti a secco in sella alla bicicletta. Fare yoga in aperta campagna e contemplare l’alba dal faro della Palacìa come ha fatto qualche giorno fa. Nel suo soggiorno ha suonato e composto anche in piena notte, trasformando in musica il canto dell’upupa e il profumo dei fiori d’angelo. E conquistando la simpatia di chi l’ha conosciuta.
A salutarla, per l'ulima sera a Martano, c’erano un po’ tutti quelli che in questo periodo hanno avuto modo di incontrare questa donna che sembra muoversi senza gravità. Dalla proprietaria dell’agriturismo, Mariangela Coluccia, con cui è nato un rapporto speciale, tanto da richiederle espressamente di accompagnarla a Berlino il prossimo inverno, fino al sindaco e gli amici.
Lei ha salutato tutti nel modo che le è più consueto: facendo ascoltare la sua musica in un concertino all’aperto.

In scaletta la sonorizzazione di una poesia di Annemarie Bostroem, quella dei luoghi dei viaggi di Haiku Basho e Santoka Taneda in Giappone. Ma anche un maeltrom. Fino alla colonna sonora del film di Doris Dörrie “Grüsse Fukushima. Fukushima amore mio”,  parte della quale è stata scritta proprio a Martano.


 
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Lunedì 8 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 09-05-2017 09:33