Salvini e Di Maio snobbano Roma: quell'idea dei vertici itineranti

Salvini e Di Maio snobbano Roma: quell'idea dei vertici itineranti
Sbagliata, sbagliatissima, la scelta di snobbare Roma come sede istituzionale e di governo, traslocando a Milano per il vertice forse decisivo - tra M5S e Lega - per la stesura del contratto su cui nascerà l'esecutivo giallo-verde. Si va al Pirellone, che è alto alto, ma sembra fargli ombra - come vera sala macchine dove di mette a punto il governo - la sede della Casaleggio Associati che è a poca distanza dal grattacielo della Regione Lombardia.

Si parte male, insomma, ma nelle intenzioni dei grillini e dei leghisti - se il loro rapporto politico andrà avanti e verrà concretizzato con la scelta comune di un premier - ci sarebbe per il futuro l'idea di fare vertici itineranti. Non solo al Nord ma anche al Sud, dove M5S ha fatto il pienone.

Anche il governo Prodi, a un certo punto, tenne un super-vertice nella reggia di Caserta e fu un modo per dare al Mezzogiorno un segnale di interesse. Se quindi i vertici itineranti diventeranno una forma di concertazione sui problemi del territorio in cui si terranno, ci si può stare. Se invece dovranno simboleggiare la perdita di centralità di Roma, in nome dell'autonomismo e del decentramento, sarà un danno alla Capitale e non un bene per il resto d'Italia.
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Sabato 12 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 09:13
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