Emiliano iscritto al Pd e magistrato in aspettativa? La Consulta: divieto legittimo

Michele Emiliano
Sono infondate le censure al divieto di iscrizione o partecipazione sistematica e continuativa dei magistrati ai partiti politici. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, decidendo sulla cosiddetta "vicenda Michele Emiliano", il governatore della Puglia - che prima di entrare in politica faceva il pm - finito sotto processo disciplinare davanti al Csm per aver violato il divieto per i magistrati di iscriversi a partiti politici.

La Corte costituzionale, si legge in una nota della Consulta, «ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale riguardanti l'illecito disciplinare che vieta l'iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa dei magistrati a partiti politici». La disposizione era stata censurata dalla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura nella "vicenda Emiliano" ed è «contenuta nell'articolo 3, comma 1, lettera h, del decreto legislativo 109/2006 di riforma del sistema disciplinare dei magistrati». La Sezione disciplinare lamentava, in particolare, la violazione degli articoli 2, 3, 18, 49 e 98 della Costituzione. La motivazione della sentenza sarà depositata nelle prossime settimane.
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Mercoledì 4 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:28